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Scams21 ottobre 2026

Bruxelles vuole capire perché la chat di Booking.com continua a recapitare truffe

Se avete prenotato una camera e poi ricevuto, dentro Booking.com, un messaggio che vi chiedeva di riconfermare i dati della carta, avete già incontrato ciò che la Commissione europea sta ora indagando formalmente. Quel messaggio non è un falso grossolano finito nella posta indesiderata. Arriva dalla piattaforma vera, nel vero filo di conversazione della vostra vera prenotazione, citando le vostre date e il nome della struttura, perché i criminali sono entrati dall'account dell'albergo e non dal vostro.

La Commissione ha aperto il procedimento il 21 ottobre, il primo ai sensi del regolamento sui servizi digitali nei confronti di Booking.com, classificata piattaforma online di dimensioni molto grandi dall'aprile 2023. I filoni sono tre. Se l'azienda abbia valutato e affrontato con diligenza il rischio di annunci per strutture inesistenti, host contraffatti e alloggi che violano le regole locali. Se il modo in cui i dati di prenotazione e degli ospiti vengono condivisi con le strutture ricettive, insieme al disegno stesso del servizio di messaggistica, fornisca ai truffatori la materia prima per quei messaggi. E se gli annunci spinti in alto nelle classifiche da commissioni più alte siano chiaramente etichettati come pubblicità. Un funzionario citato dall'AFP ha definito le valutazioni del rischio dell'azienda dal 2023 "absolutely substandard". Booking.com dichiara di collaborare e di mettere al primo posto sicurezza, fiducia e protezione dei dati personali. Una violazione accertata potrebbe costare fino al 6 per cento del fatturato mondiale annuo.

Un'indagine non è una sentenza, e questa può durare anni. La parte applicabile da oggi è più semplice. Nessuna prenotazione legittima richiede di reinserire la carta tramite un messaggio in chat, per quanto convincente sia il contorno. Se ne arriva uno, aprite voi stessi la prenotazione dall'app o dal sito di Booking.com e, se il dubbio resta, telefonate alla struttura a un numero che avete cercato per conto vostro.

Nessuno strumento per PC intercetta una truffa che viaggia su un canale legittimo, ed è per questo che qui l'abitudine conta più del software. Quello che Tendvane può dirvi è se il browser in cui cliccate quei link è stato manomesso, e la sua procedura guidata "browser dirottato" riporta impostazioni di ricerca ed estensioni modificate com'erano.

Fonti

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