La pubblicità arriva in ChatGPT, a partire dall'immagine che gli avete chiesto di disegnare
Chiedete un'immagine a ChatGPT e mentre lavora vedete una barra di avanzamento. Domenica OpenAI ha annunciato che lo spazio sotto quella barra sta per essere venduto.
Il nuovo formato è una scheda sponsorizzata con foto di prodotto e un pulsante Scopri di più, messa accanto all'immagine richiesta e non dentro di essa. OpenAI dice che è etichettata come pubblicità e tenuta separata dal risultato, e che gli annunci resteranno fuori dalle conversazioni giudicate delicate. I test cominciano negli Stati Uniti più avanti questo mese con un piccolo gruppo di inserzionisti. Gli abbonati paganti non li vedono; il piano gratuito sì, ed è lì che sta la maggior parte dei circa 1,2 miliardi di utenti settimanali di ChatGPT.
La parte da rileggere due volte è l'impianto annunciato insieme. OpenAI ha collegato il tracciamento delle conversioni attraverso aziende come LiveRamp, Hightouch e Tealium, più partner di attribuzione per le app, cioè il macchinario che collega un annuncio che avete visto a un acquisto fatto altrove più tardi. DoubleVerify e Integral Ad Science sono chiamate a verificare dove atterrano gli annunci. La posizione di OpenAI è che questi partner non accedono alle conversazioni private, e non c'è motivo di dubitarne, ma la direzione è chiara: il chatbot sta diventando una superficie pubblicitaria, e le superfici pubblicitarie vivono del sapere cose su di voi.
Oggi non c'è nulla da fare, se non sapere che sta arrivando e ricordare che una pubblicità dentro una finestra di chat resta una pubblicità, con le stesse regole su cosa si clicca. Windows ha un proprio identificativo pubblicitario e una pila di interruttori collegati, e il controllo privacy e account di Tendvane li raccoglie in una pagina sola invece che in cinque.